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News dall'Archivio

Scritto da Redazione ASTO
Venerdì 15 Maggio 2009 14:41
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 21 Settembre 2018 11:34 )

Eventi del mese di settembre

Calendario delle attività aperte al pubblico

07 settembre 2018 - Ore

Palazzo Juvarriano

Piazza Castello / Piazzetta Mollino - Torino


Sentieri di carta per migranti nelle strade del Mondo

13 settembre 2018 - Ore Fino al 14 ottobre. Lun-ven 10,30-17,30

Archivio di Stato, Saloni Juvarriani

Piazza Castello 209 (ingrasso da Piazzetta Mollino) - Torino

Le immagini della mostra Entire Life in a Package. Storie di migrazioni trasmettono grande emozione, non inferiore all’ammirazione per Orna Ben-Ami che ha saputo contenere in un unico oggetto la vita di una persona: stati d’animo, sentimenti, paure, solitudine, aspettative. Le innumerevoli suggestioni della mostra sono state di ispirazione per alcuni capitoli tematici, illustrati da documenti simbolici nella concisa esposizione che abbiamo intitolato Sentieri di carta per migranti nelle strade del mondo. Si allude con tutta evidenza alle rotte percorse da chi per scelta, per obbligo, per necessità intraprende un viaggio, trasformandosi in migrante dopo essere stato esule, perseguitato, discriminato, povero. Avremmo potuto esporre mappe e carte geografiche per rendere immediatamente visibile la dimensione del viaggio, la rappresentazione del territorio: i fondi cartografici dell’Archivio di Stato avrebbero offerto ampia scelta; in qualche caso le abbiamo utilizzate, ma come sottofondo, preferendo far parlare i protagonisti di vicende umane minuscole in sé eppure rappresentative della grande storia da cui sono scaturite.
Uno accanto all’altro, questi sprazzi di vita vissuta costruiscono un percorso, un sentiero che non può che essere di carta perché di tale materia sono fatti i documenti: questi sono però solo un sipario che aprendosi svela le persone che li animano. Il percorso si snoda fra due rilevanti passaggi storici: la ratifica anche da parte piemontese, dopo l’Inghilterra e la Francia, del trattato per l’abolizione del traffico degli schiavi (1834) e l’affermazione ex lege dell’eguaglianza civile e politica per Valdesi ed Ebrei (1848), un riconoscimento che al di là della situazione contingente interessa l’intera collettività. In mezzo, quasi come in contrappunto alla dichiarazione di princìpi che riguardano la dignità e i diritti inviolabili della persona, episodi di discriminazione, di intolleranza, di dolore o di difesa comune da criminali infiltrati. Di ciò si trova testimonianza nelle tre sezioni “Minoranze pericolose per l’ordine costituito”, “Esuli ed emigrati fra noi”, “Noi stranieri nel mondo”. A un filo di colore rosso, come appare in copertina, abbiamo affidato vari significati: segna la strada, unisce storie, persone e documenti, allude inevitabilmente al colore simbolo dei migranti.
È possibile che fatti pur così lontani nel tempo evochino avvenimenti di cui le cronache odierne sono pieni. Benché sia improprio leggere con lenti moderne i documenti isolandoli dal contesto storico in cui sono stati prodotti, è la sensibilità personale di chi li esamina a cogliere in controluce nessi e affinità con eventi del presente di cui si ha notizia. Questo spetta al lettore e agli studiosi. È preciso compito degli archivisti invece rendere disponibili gli archivi dove, oltre a custodire, si coltiva la memoria perché non sfiorisca la consapevolezza che non bisogna rinunciare a confrontarsi col passato per costruire il futuro di una società civile democratica.

Entire Life in a Package

Personale di Orna Ben-Ami

13 settembre 2018 - Ore Fino al 15 ottobre, lun-ven 10-18

Archivio di Stato, sale espositive

Piazzetta Mollino, 1 - Torino

La mostra Entire ìife in a Package, con opere dell'israeliana Orna Ben-Ami. dal 13-14 settembre al 15 ottobre 2018 approda a Torino dopo le esposizioni di Agrigento, Matera e Ferrara.
La personale di Ben-Ami a cura di Ermanno Tedeschi -attraverso 23 opere d'arte- affronta un tema delicato: l'indagine sul fenomeno delle migrazioni che, ieri come oggi, è oggetto di discussione, di confronto, di sofferenza e di cambiamento. La valigia è l'elemento centrale della rassegna e del lavoro dell'artista che modula le sue sculture metalliche fondendole e sovrapponendole a foto di migrazioni dei fotoreporters della Reuters così come a istantanee d'epoca posi bellica.
"Predomina l'oggetto sulla persona, spesso gli scatti sono abbassati d'intensità e i migranti colti quasi di sorpresa in cammino o in un momento dì riposo paiono ombre, mentre l'elemento di ferro fuso emerge e diventa protagonista: valige. sacchi, bauli, zaini raccontano però molto di più dell'odissea del migrante. - Spiega il curatore Ermanno Tedeschi - Orna con la sua sensibilità narrativa però ci porta immediatamente a domandarci dì loro e a immedesimarci con loro; in questo sta la sua grandezza artistica. Veicola verso una compressione umana per le sorti dell'altro."
Le sculture fuse, a dimensione reale, dell'umile brandina con il materasso arrotolato, la panchina con una povera coperta sotto la quale si intuisce la forma di un corpo, ci fa chiedere: cosa succede dopo? Dopo le code dei migranti ai confini o lungo le vie ferrate. Donne e bambini che compaiono negli scatti narrano un preciso istante della vita da migrante, oppure di ciò che resta di loro: un orsacchiotto in fondo ad una cassetta.
Partendo da un materiale molto semplice come il ferro, così duro, culturalmente e idealmente "aggressivo", l'artista riesce a riprodurre in modo delicato ed espressivo gli oggetti con i quali le persone trasportano la loro intera vita: valigie, scatole, sacchi, ovvero i loro "life packages". Questi oggetti poveri sono spesso applicati sopra fotografie dell'agenzia Reuters, creando un grande impatto emotivo.
Osservando le opere di  Ben-Ami possiamo dunque guardare alle vite dei migranti, travolti dal corso della storia e immaginare i loro desideri, speranze, sopravvivenze e necessità, con un forte richiamo ai continui cambiamenti di oggi. Quali sono state le loro paure? Cosa portavano con sé? Come guardavano al futuro? Quali erano i loro "bagagli di vita"?
II percorso espositivo seguirà le linee tematiche della narrazione di migrazione, incentrandosi sull'infanzia, la solitudine e la moltitudine.

Orna Ben-Ami è nata in Israele nel 1953. Durante il servizio militare è stata la prima donna corrispondente della radio militare "Galgalei Zanai.'' Terminato l'esercito ha lavorato per la radio nazionale israeliana e ha cominciato a studiare Relazioni internazionali e Storia all'Università Ebraica di Gerusalemme. Il passaggio dal lavoro con le parole al lavoro con i materiali è cominciato con lo studio delle tecniche orafe e l'arte di lavorare il ferro al Jerusalem Technological Center. Dal 1990 al 1992 ha studiato scultura al Corcoran School of Art a Washington, DC, e più tardi ha continuato i suoi studi in Storia dell'Arte all'Università di Tel Aviv. Dal 1992 Orna Ben-Ami continua a scolpire e a usare il ferro come materiale privilegiato per le sue espressioni artistiche. Dal 1994 si dedica alla scultura di metalli utilizzando tecniche apprese studiando l'artigianato orafo e le fusioni del ferro. Le sue opere privilegiano temi a sfondo sociale. Ha esposto in Israele, a New York, in varie città degli Stati Uniti d'America, in Messico e a Taiwan.

Note: La mostra è organizzata dall'Associazione ACRIBIA ed è patrocinata dall'Ambasciata Israeliana in Italia.

Scarica la locandina dell'evento


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